
FIGLI DELLA PIOGGIA
Nel cuore delle foreste della penisola di Osa, in Costa Rica, durante le prime piogge intense della stagione, gruppi di centinaia, a volte migliaia, di rane arboricole planatrici (Agalychnis spurrelli) scendono dalla fitta volta della foresta e si concentrano sulla vegetazione che sovrasta le pozze d'acqua dolce, dando origine a quello che viene definito una “esplosione riproduttiva”.
Il fenomeno dura solo poche ore, durante le quali le rane formano vere e proprie “aggregazioni di anfibi”: i maschi competono per le femmine e si aggrappano a loro in amplexus, rimanendo in posizione mentre le femmine depongono le uova sulle foglie, dove vengono immediatamente fecondate. Quando il sole si alza alto nel cielo, la frenesia della notte è ormai terminata da tempo e diversi predatori approfittano degli anfibi esausti. Alcuni cadono in acqua, diventando preda dei caimani, mentre altri vengono facilmente catturati dagli aironi tigrati mentre fanno ritorno verso la volta della foresta.
Le uova rimangono sospese sulle foglie, esposte al rischio di disidratazione e ai predatori. Solo pochi embrioni sopravviveranno abbastanza a lungo da completare il loro sviluppo e schiudersi, precipitando nell'acqua sottostante; ancora meno riusciranno a completare la metamorfosi e a raggiungere l'età adulta, per poi ricongiungersi agli altri individui nella volta della foresta.
Un evento unico, tanto raro quanto nascosto agli occhi indiscreti, che racconta una storia di intenti sincronizzati, di una corsa alla sopravvivenza e di una scommessa sulla vita.














